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Paton S1, il ritorno delle "verdone" con una stradale affascinante

Paton S1, il ritorno delle


Paton è un marchio che forse pochi fra i giovani conoscono, ma che non troppi anni fa rappresentava una delle ultime sfide di un piccolo costruttore ai grandi del motociclismo mondiale. Giuseppe "Peppino" Pattoni è stato un artigiano di talento, quando ancora il talento ed il genio di un singolo erano sufficienti non dico per vincere ma almeno per competere; dopo aver lavorato come meccanico per la Mondial, Peppino si unì a Lino Tonti (da cui il nome Pa-Ton) quando la casa italiana si ritirò dalle competizioni nel 1957, ed i due progettarono e costruirono una 125GP su base Mondial che con alla guida Mike Hailwood conquistò un rassicurante settimo posto al TT del 1958.

Tonti decise poi di seguire un diverso percorso professionale, mentre Pattoni passò a gestire la squadra corse di un concessionario Lancia.

Fu proprio grazie all'equipaggiamento di quella officina che Peppino potè costruire una nuova moto, una bicilindrica da 250cc che ottenne il gradino più basso del podio nel TT del 1964 guidata da Alberto Pagani. Da lì iniziarono ad arrivare belle soddisfazioni per le moto Paton, culminanti con il titolo italiano vinto davanti a Giacomo Agostini su MV Agusta ed un quarto posto nel Motomondiale. Le Paton erano forse le migliori moto degli anni Sessanta a disposizione dei piloti privati, un business a cui poi prese parte anche Lino Tonti con le sue Linto.

Con alti e bassi (ed una pausa di diversi anni alla fine degli anni Settanta) le Paton continuarono a farsi valere sulle piste, nonostante con il passare del tempo lo spazio a disposizione per il talento di un pur brillante artigiano cominciò a non essere più sufficiente neppure per una decorosa partecipazione al Mondiale.

Peppino morì nel 1999, ma allo scorso Salone di Milano la casa ha presentato una evocativa S1, una moto vintage che ricorda le Paton da corsa degli anni d'oro ma basata sulla moderna meccanica della Kawasaki ER-6n. La moto, verde come tutte le Paton e le Kawasaki, ha un telaio in acciaio ad alta resistenza di tipo a doppia culla, come si usava un tempo, ma vanta sospensioni Ohlins di qualità ed una linea affascinante. Il prezzo di questa moto, che sarà prodotta in una piccola serie di poche diecine di pezzi all'anno, sarà intorno ai 21.000 Euro, ma verrà probabilmente anche messo in vendita un kit per chi avesse a disposizione il motore Kawasaki della ER-6n.

Che dire, la moto è bellissima, il prezzo - pur alto - ragionevole considerando la ridotta tiratura e la produzione artigianale; si tratta insomma della moto vintage più affascinante vista negli ultimi anni, e scusate se è poco.

Se la casa decidesse di mandarne una in Australia il mio indirizzo è disponibile su richiesta... :)



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