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Perchè Ducati aveva bisogno di Davide Tardozzi

Perchè Ducati aveva bisogno di Davide Tardozzi

Paolo Ciabatti e Gigi dall'Igna sono due personaggi di grande caratura, ciascuno con una sua distinta personalità e con un forte carattere. L'ingegnere veneto è il nuovo responsabile tecnico di Ducati Corse, e non sono pochi ad aver già sollevato un sopracciglio cercando di immaginare la convivenza con Paolo Ciabatti, manager extraordinaire e capo progetto che è stato a lungo uno dei personaggi chiave di Ducati Corse prima di andare a lavorare con i fratelli Flammini nel Mondiale Superbike.

Ma l'arrivo, o anzi il ritorno di Davide Tardozzi alla casa di Borgo Panigale fa intravedere uno scenario ben più articolato, dove l'ufficialità della catena di comando con dall'Igna al vertice verrebbe mediata dal rapporto di lunga data esistente fra Tardozzi e Ciabatti ma soprattutto dall'esperienza e dal carattere di Davide, una delle figure più carismatiche nel paddock.

In discussione non c'è solamente la sorte della casa bolognese in MotoGP, un campionato in cui la Desmosedici ha faticato a competere in molti GP con le più competitive CRT, ma anche il ritorno economico che Ducati otteneva un tempo dalle competizioni.

Se infatti la classe regina può contare sui denari del munifico sponsor tabaccaio (almeno per ora), la Superbike è stata in larga parte sovvenzionata dalla vendita delle moto clienti, moto estremamente competitive che hanno spesso riempito la griglia di partenza del mondiale delle derivate di serie. Ma lo scorso anno i clienti Ducati in SBK sono stati solo due, e solo uno di questi con la Panigale, moto che nella versione Superbike si è resa protagonista di un tonfo clamoroso in termini di competitività rispetto ad ogni altro precedente modello.

Tardozzi e Ciabatti serviranno dunque anche a questo: non solo gestione tecnica, ma anche gestione sportiva e commerciale, discutendo con team manager e piloti per riportare Ducati ai fasti (ed ai numeri) di un tempo, lasciando libero Esnerto Marinelli di seguire gli aspetti tecnici lontano dalle trame che davvero non sono il suo terreno preferito.

Ma Davide rappresenta anche qualcosa in più per Ducati: è un'icona, una di quelle figure capaci di stimolare e convincere, infondere fiducia ed orgoglio in una struttura - Ducati Corse - che negli ultimi due anni ha raccolto davvero poco e che ha bisogno di un Capo con la "c" maiuscola prima ancora che di un manager. E quel Capo è Davide Tardozzi.

Nella foto: Davide Tardozzi con Troy Bayliss, vincitore a Magny Cours nel 2008

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