By

Controcorrente: l'eccezione per Bimota non è una buona notizia

Controcorrente: l''eccezione per Bimota non è una buona notizia

Con tutto il bene che personalmente voglio a Francois Batta e Patricia Dethor, non riesco proprio a trovare nulla di buono nella decisione da parte della FIM di fare una modifica regolamentare apparentemente su misura per Bimota. Il presidente Vito Ippolito ha infatti deciso di dimezzare il numero di esemplati di una moto necessari per ottenere l'omologazione per correre nel mondiale Superbike, nonostante sembra ci fosse una forte opposizione da parte di Dorna, che vede forse in questa mossa la possibilità di un ritono nel campionato di modelli pensati e costruiti in tirature limitatissime e dai costi elevati.

La decisione della Superbike Commission (formata oltre che da Dorna e FIM anche dalla Msma, associazione dei costruttori moto da corsa), permetterà a Bimota di iniziare la procedura di omologazione della BB3 già da febbraio, semplicemente dimostrando di avere in magazzino i pezzi necessari per costruire il numero minimo di moto richieste.



Ma perchè questa non dovrebbe essere una buona decisione per il campionato delle moto derivate dalla serie, visto che permetterà l'arrivo di un nuovo marchio? Prima di tutto perchè si tratta di una regola ad personam, una di quelle italianate per cui ci siamo tristemente resi famosi in tutto il mondo; sì, è vero, la regola varrà anche per eventuali altri costruttori, ma è difficile non pensare che sia stata approvata specificatamente per Bimota, mentre ad esempio la Buell ha dovuto aspettare quasi un anno per avere il numero minimo di esemplari per l'omologazione ritardando così il proprio debutto nel mondiale. Forse in Italia l'opinione generale è un po' diversa, ma qui dall'altra parte del mondo sono già in tanti a fare sorrisetti di commiserazione verso i soliti italiani che si fanno le regole per favorire gli amici: sarà un luogo comune, ma coincidenze come questa non aiutano a sfatarlo.

C'è poi da considerare il motivo principale che aveva portato alla definizione di numeri minimi per l'omologazione delle moto, ovvero il rischio che - avendo quattrini a sufficienza - si potesse correre con moto praticamente mai vendute per uso stradale. Nel 2010 la rivista britannica MCN ad esempio scoprì che almeno 60 delle 75 Petronas FP1 utilizzate per l'omologazione erano state accantonate in un magazzino invece di essere vendute come da regolamento. Honda costruì solamente 200 RVF750 RC45 in cinque anni, numero sufficiente per avere l'omologazione e vincere così il mondiale Superbike nel 1997 con John Kocinski interrompendo l'egemonia Ducati. Anche la Ducati 916/955 Corsa/Factory fu prodotta in un numero limitatissimo di esemplari dal costo di circa $100.000, ed alzi la mano chi ne ha mai visto uno girare per la strada o anche ad un raduno di rosse...

Insomma, il regolamento aveva e tutt'ora ha una sua ragion d'essere, ed in futuro sarà difficile criticare un'eventuale norma che favorisca ad esempio Honda o Yamaha dopo aver già fatto un'eccezione per Bimota.

comments powered by Disqus

Altri commenti

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


L'antipatico

Chiacchiere a ruota libera su moto, computer e privacy


MotoCorse.com è nato dalla passione per le moto e per i computer, questo blog è quindi il naturale sbocco per l'autore che - commenti sulle due ruote a parte - non perde occasione per riprendere e commentare le ultime notizie su privacy ed informatica

Articoli più letti

Articoli precedenti su MotoCorse.com

KTM: pronta la T-Shirt per festeggiare la Dakar

KTM: pronta la T-Shirt per festeggiare la Dakar
in Altre notizie

Giorgio Lorenzo :preaccordo con ducati per il 2015?

Giorgio Lorenzo :preaccordo con ducati per il 2015?
in In blog Veritas

Prime immagini della Lotus C-01, power cruiser di lusso

Prime immagini della Lotus C-01, power cruiser di lusso
in L'antipatico