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USA: una centralina per trasmettere velocità e coordinate geografiche agli altri veicoli. Obbligatoria

USA: una centralina per trasmettere velocità e coordinate geografiche agli altri veicoli. Obbligatoria

Il Dipartimento dei Trasporti USA (DOT) e la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) hanno annunciato che il progetto di comunicazione fra veicoli sulle strade americane sta procedendo secondo i piani che che in un prossimo futuro la tecnologia sarà implementata obbligatoriamente sui nuovi veicoli leggeri, ovvero auto ma probabilmente anche motociclette.

Il sistema di comunicazione da veicolo a veicolo (V2V) è basato su una centralina che rileva dieci volte al secondo la velocità e le coordinate geografiche, oltre che la velocità relativa rispetto ai veicoli circostanti, trasmettendo queste informazioni così che possano essere recepite dalle centraline degli altri veicoli.

L'obiettivo (dichiarato) è quello di creare un sistema che permetta di avvertire il guidatore in caso di un altro veicolo in rotta di collisione, in maniera simile a quanto avviene adesso per gli aerei.

La differenza è però sostanziale: un aereo non viaggia solitamente nel traffico a pochi metri di distanza rispetto agli altri, ed il sistema elettronico permette ai piloti di intervenire con grande anticipo su un'evenuale collisione, mentre provate ad immaginarvi alla guida di un'auto o di una moto nel traffico, con il cruscotto che vi avverte ogni mezzo secondo di uno scooter troppo vicino, un'auto che sta arrivando troppo velocemente da dietro, un camion che sta facendo manovra su un lato: potrebbe forse funzionare su un videogioco, ma questo eccesso di stimoli e la necessità di controllarli probabilmente su un display sembra una ricetta per incrementare e non ridurre il rischio di incidenti...

Dal punto di vista ingegneristico il sistema presenta un numero incredibile di complessità, visto che il comportamento di ogni veicolo andrebbe interpretato in modo intelligente prima di decidere se avvertire o meno il gidatore. Un aspirapolvere robotizzato potrà anche essere un aggeggio divertente, ma applicare una simile tecnologia a macchine e moto che viaggiano a velocità ben più elevate su strade dove circolano altri utenti, ciclisti e pedoni non sembra alla portate dei futuri sviluppi dell'intelligenza artificiale.

Viene da pensare piuttosto che il sistema V2V potrebbe essere un'arma formidabile per polizia ed assicurazioni, con la prima in grado di multare ogni infrazione al codice della strada (conoscendo in ogni momento velocità e posizione) e le seconde che potrebbero basare il costo delle proprie polizze sullo stile di guida piuttosto che sugli incidenti provocati.

Ma soprattutto sparirebbe ogni briciolo di privacy rimasta per quello che riguarda gli spostamenti di chiunque, se ancora esisterà qualcuno in grado di dare un valore ai propri diritti. Occorreranno probabilmente meno di pochi minuti perchè i dettagli dei protocolli di comunicazione interveicolo siano crackati e messi a disposizione di aziende e privati, analogamente a quanto adesso avviene ad esempio in supermercati e centri commerciali che tracciano i comportamenti dei clienti tramite i gli smartphone tenuti in tasca.

E se pensate che questo sia terribile, provate a considerare anche il fatto che la NHTSA stia considerando anche l'implementazione di tecnologie aggiuntive al sistema V2V, in grado di modificare il comportamento del veicolo (direzione e velocità). Considerando la facilità con cui questo tipo di comunicazione è decifrabile da parte di persone con sufficienti fondi a disposizione, scenari come quelli descritti in alcuni thriller recenti sembrano poter diventare presto una realtà.

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